IL BLOG


IL MOVIMENTO REALE AL FOTOFINISH CON LO STATO DI COSE LATENTE.


lunedì 3 luglio 2017

A voi tutti!


Compagni, Camerati,

Poiché tutto è eternamente sul punto di accadere ed è già accaduto,

in occasione del VII annuale di Humachina,

per individuare i grandi progressi fatti registrare 
anche quest'anno dalle umane civiltà,

si rinnova l'invito

allo sviluppo collettivo del documento Osservatorio permanente [Zeitgeist], con integrazione dei vostri nuovi preziosi commenti-contributo [che verranno pubblicati con link ai vostri siti].

Humachina non ha infatti estensione superiore al volume delle vostre risposte, ed essa non avrà mai torto fintantoché voi continuerete ad avere ragione.

Inserite i vostri commenti-contributo al presente post, questi saranno poi progressivamente integrati nell'Osservatorio permanente


Tenacemente,
Humani Instrumenta Victus

domenica 28 maggio 2017

Brixia f.


Brescia, come città propriamente detta, come polis e spazio politico, non esiste. Le sue piazze non sono luoghi d’incontro, bensì corridoi di transito per collegare un centro commerciale all’altro, “mura o navi vuote di uomini” spazzate oggi dai venti dell’ideologia del decoro urbano e della gentrificazione. Brescia è un gigantesco outlet. Chiesa, caccia e crematistica sono infine le tre “c” che ne qualificano impietosamente l’essenza.

Come contravveleno, la colonna lombarda del collettivo Humani Instrumenta Victus/Humachina prende ufficialmente posizione in merito all’annosa questione che tutt’oggi divide la cittadinanza bresciana, dichiarandosi entusiasticamente d’accordo a ricollocare la statua del Dazzi in Piazza della Vittoria – suo spazio originario –, a patto di abbatterla subito dopo con selvaggio impeto e con qualsiasi mezzo.

Il rito dovrà ripetersi puntualmente ogni 25 aprile, allo scopo di rivitalizzare lo spirito della nostra Costituzione. Nei trecentosessantaquattro giorni successivi si provvederà con scrupolo alle operazioni di restauro, che saranno portate a termine senza badare a spese, poiché la qualità del tempo della festa non si lascia reificare e grettamente convertire in quantità monetaria.

Ogni atto inaugurale di nuovo diritto è atto necessariamente violento, e la perdita graduale di tale consapevolezza nel tempo deve essere letta come sicuro decadimento delle attuali istituzioni liberaldemocratiche. La violenza iconoclasta, periodicamente diretta contro la statua Era fascista (popolarmente nota come Bigio), costituirà dunque non una banale rammemorazione della vittoria storica sul nazifascismo, bensì la concreta e festosa ripresentificazione dell’evento stesso di liberazione con cui gli italiani, più di settanta anni fa, stabilirono quale nuova forma dovesse assumere la propria esistenza politica.

Siamo nettamente contrari alla museificazione, poiché operazione pilatesca, imbelle e pusillanime di neutralizzazione pubblica. Opzione che oggi, 28 maggio, si presenta ancora più pavida e filistea.