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domenica 14 giugno 2026

Giornata Mondiale del Donatore di Sangue


Humachina per la
Giornata Mondiale del Donatore di Sangue
[14 giugno]

Il sangue, insieme al sudore e alle lacrime, è la concreta manifestazione della divina Trimurti della generosità, del dovere e del sacrificio di sé. Benché dei tre sia il più copioso, esso è anche il più nobile e prezioso dei liquidi umani.

Talvolta, per sovrabbondante ebbrezza, il cruore trabocca e cade da arterie recise, come dolce vino quando si attinge entusiasti a un calice troppo pieno.

Seicentocinquantamila gocce calcolammo solo in Italia, all’indomani del 4 novembre 1918, mentre ben sessantotto milioni se ne contarono in tutto il mondo alla fine del radioso agosto 1945.

Il sangue donato alla Patria è purissimo oro rosso che feconda a precipizio la terra annaffiandola, sottraendola all’aridità di una quiete che troppo a lungo ha anestetizzato le nostre emozioni.

Sin dagli aurorali bombardamenti del 1911, noi sappiamo che la morte ha le sue sementi - come proclamò allora l’immortale Rapagnetta - e nuovi micidiali ordigni cominciano oggi a germogliare, fuoriuscendo da arsenali che - come cotiledoni d’acciaio - ne custodivano temporaneamente l’irruenza.

Nel torpore del nostro quotidiano, qualcosa torna dunque a muoversi. L’aria porta con sé quell’antico profumo di zolfo che improvvidamente ritenevamo ormai consegnato alle essenze di un defunto passato. Πόλεμος e βία hanno deciso di stringersi in sposalizio nel Vecchio Continente, appianandone le rughe.

L’Europa torna giovane, immergendosi nella densità di un caldo bagno di sangue. Bruxelles ci chiede di versarlo generosamente, a ettolitri, per voce di una stirpe di cantori eredi dei Papini, come il nostro Scurati.

Oh, quanto più nobile e sublime è colui che, con mani disinteressate, si strappa la spoletta dal cuore per lanciarlo verso una nuova palingenesi! Non è forse questa l’azione che più ci rende meritevoli dinanzi al Capitale? Quella che consacra l’uomo facendolo più degno delle stesse nature angeliche? 

I donatori di sangue sono santi dissimulati, i quali, con semplice pressione digitale su un grilletto, intrecciano la trama invisibile della speranza con l’ordito del coraggio. Costoro, sfidando paura, dolore e fatica, offrono gioiosamente il dono più prezioso: la vita, come testimoniano i sorrisi dei teschi propri e altrui di cui sono cosparsi i sentieri dell’onore - e dell’odore - che striano i campi di battaglia.


In un mondo dominato dall’egoismo e dall’indifferenza, i cadaveri impilati si ergono come obelischi di altruismo, come fari per dirigere la nobiltà d’animo verso più ampi e gloriosi destini imprenditoriali. 

Ogni goccia versata è un inno alla solidarietà, un grido che proclama: “Un solo popolo, una sola Europa, un solo Occidente, un solo modo di produzione!” 


E così, per ogni petto infranto dal piombo purificatore, per ogni corpo dilaniato dalle bombe, si accende una scintilla di patriottica ed eterna gratitudine, ovvero la consapevolezza che il dono del sangue non si misura davvero in litri, ma in corpi umani posti orizzontalmente, con la testa rotolante in direzione del nemico.


Essere donatori significa diventare paladini della vita stessa attraverso la morte, custodi di un'opera divina che ci affratella tutti sotto un unico cielo trapuntato di dodici stelle. Dalla francese Thales, alla tedesca Rheinmetall, dalla svedese Saab AB all'italiana Leonardo, la donazione di sangue diventa impresa multinazionale di salvezza e cooperazione che travalica le frontiere.


Donatori! Voi che con fede ardente ad altissima temperatura ideale sfidate audacemente la morte; voi che diffondete a piene mani la linfa del ciclo sempre rinnovato dell’accumulazione capitalistica! Voi scolpite nel marmo dell'epoca un’epopea di altruismo e di nobiltà. Il vostro atto è la denuncia di tutto ciò che è basso e meschino; è un gesto che vi eleva allo zenith di un terrore-amore senza fine. In ogni vostra stilla versata s’intravede una promessa d’immortalità, si percepisce l’eco di una grandezza improntata al sacrificio e alla solidarietà, s’intuisce l’indomita rincorsa all'appropriazione privatistica della ricchezza socialmente prodotta.


Nel fragore metallico di un mondo che esplode, la vostra azione si fa spirito, diviene pulsazione di vita eterna al ritmo sordo dei colpi di mitragliatrice. Donare sangue è accendere una scintilla di speranza nella notte della crisi di valorizzazione del Capitale.


Ce lo chiede l'Europa! Viva il Capitalismo! Viva i donatori di sangue!

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