IL BLOG
venerdì 21 agosto 2026
venerdì 14 agosto 2026
NATO a trazione tedesca
Dopo il discorso del suo ministro della Difesa, Boris Pistorius, la Germania si colloca in pole position per quanto riguarda l'incremento di potenza dell'esercito, candidandosi anche a diventare il nuovo propulsore dell’Alleanza nordatlantica.
Del resto già Olaf Scholz, nel 2022, parlò per la prima volta di Zeitenwende (svolta epocale), per indicare un’autentica inversione a U rispetto alle precedenti tappe storiche della Repubblica federale. Relativamente allo sviluppo degli armamenti, l’attuale cancelliere, Friedrich Merz, intende ora portare la Bundeswehr in corsia di testa entro il 2039.
I tedeschi si apprestano quindi a convertire le Mercedes in Panzer, al fine di instradarli - una volta raggiunta la posizione di vertice nella NATO - verso oriente, a contenimento della Russia, sulla pista del proprio rinnovato Sonderweg (percorso speciale). Una gara che vorrebbero condurre quanto più possibile autonomamente (Alleinrennen) rispetto ai restanti ventisei Paesi dell'Unione.
La corsa al riarmo ha insomma messo il turbo alla politica di difesa europea, e Berlino non esita a premere sull’acceleratore. Dunque, pur essendo finora rimasta in prima, L'Europa - a causa di un probabile disimpegno degli USA dal Vecchio Continente - si ritrova oggi a dover necessariamente cambiare marcia.
Tuttavia, nonostante i rombanti proclami da primi della Classe A, la politica tedesca si direbbe attualmente in folle, con una macchina industriale a rischio di avaria. Nel prossimo futuro si delinea inoltre la temuta possibilità di una brusca sterzata della linea politica. Non si possono infatti escludere retromarce dopo le elezioni in Sassonia-Anhalt del 6 settembre 2026 - data del prossimo e angoscioso tagliando politico -, anche perché a fare il pieno di consenso sarà probabilmente AfD, che già da tempo ha cominciato a scaldare i motori e a gettare benzina sul fuoco.
E comunque, chi è davvero oggi al volante? La politica, con i suoi partiti, o il capitale che fa capo a Rheinmetall, Diehl, Hensoldt? Merz, il cancelliere più impopolare della storia repubblicana tedesca post-bellica, rischia seriamente di ritrovarsi a breve a viaggiare sui sedili posteriori. Il suo governo dà l’idea di perdere colpi, e potrebbe finire presto rottamato. La sua coalizione riuscirà a tenere la strada nonostante la scarsa aderenza nel Paese? Senza contare che la Germania sembra essere in forte sbandamento pure in politica estera, disabituatasi ormai da ottant’anni a competere sul pericoloso circuito geopolitico.
Nonostante tali contraddizioni, Parigi è comunque preoccupata da una possibile prima fila tutta germanica. La Francia, a sua volta in difficoltà, teme di perdere la guida dei programmi di sviluppo degli armamenti avanzati, e certamente non desidera una NATO a conduzione tedesca. Berlino sta aumentando poderosamente la cilindrata, e nei prossimi anni il sorpasso sull'Eliseo sembra inevitabile. Riusciranno i francesi a restare in scia rimettendosi in carreggiata? Ci attende una difesa Europea a spinta franco-tedesca - a due ruote motrici -, oppure solo ed esclusivamente a trazione teutonica? Qualcuno risponderebbe: Das Beste oder nichts.
lunedì 10 agosto 2026
martedì 4 agosto 2026
sabato 1 agosto 2026
Humachina - XVI Annuale
giovedì 30 luglio 2026
martedì 21 luglio 2026
lunedì 13 luglio 2026
martedì 7 luglio 2026
mercoledì 1 luglio 2026
Ritorno all'Eterno
La Germania si pone oggi alla testa della rincorsa europea al riarmo.
Una conversione che è ritorno all'eterno della propria natura. La confidenza dei teutonici con le bombe cessò diversi decenni fa, quando se le videro recapitare a tonnellate sulla testa, tant’è che da allora smisero di essere grandi tedeschi, quali furono Heinrich Heine e Max Stirner, per esempio, di cui riportiamo alcuni passi indicativi:
Appariranno dei kantiani che neppure nel mondo fenomenico vorranno sentir parlare di pietà, e sconvolgeranno spietatamente con la spada e con la scure il terreno della nostra vita europea, per strappare anche le ultime radici del passato. [H. Heine]
Il Tedesco per primo, ed egli solo, proclama la missione storica del radicalismo; egli solo è radicale ed egli solo è tale senza aver torto. Nessuno è spietato e privo di riguardi quanto lui: egli infatti non soltanto abbatte il mondo sussistente per poter rimanere in piedi, ma abbatte se stesso. Dove un tedesco si dà ad abbattere, un Dio deve cadere e un mondo perire. Nel Tedesco l’annientamento – cioè la creazione e lo stritolamento di ciò che è temporale – conduce all’eternità. [M. Stirner]
È stato necessario sottrarre tali ispirati concetti ai tedeschi ordoliberali rammolliti della seconda metà del Novecento, instillarli nelle logiche delle potenze eurasiatiche prementi sull'istmo ponto-baltico, e infine scatenarglieli contro, per far ricordare alla Germania, con la violenza di un terzo trauma, quali sono le sue reali e ancestrali ambizioni. Chi ha disperso la Germania la raduna.
Nel 1918 e nel 1945, Dio onnipotente volle solo mettere alla prova la fede dell’Europa tedesca. Due sono state le guerre mondiali, ma solo il tre è il numero dell'Intero, ossia del Vero (Hegel), e non esiste tedesco che non porti a termine ciò che ha cominciato.
mercoledì 17 giugno 2026
domenica 14 giugno 2026
Giornata Mondiale del Donatore di Sangue
Talvolta, per sovrabbondante ebbrezza, il cruore trabocca e cade da arterie recise, come dolce vino quando si attinge entusiasti a un calice troppo pieno.
Seicentocinquantamila gocce calcolammo solo in Italia, all’indomani del 4 novembre 1918, mentre ben sessantotto milioni se ne contarono in tutto il mondo alla fine del radioso agosto 1945.
Il sangue donato alla Patria è purissimo oro rosso che feconda a precipizio la terra annaffiandola, sottraendola all’aridità di una quiete che troppo a lungo ha anestetizzato le nostre emozioni.
Sin dagli aurorali bombardamenti del 1911, noi sappiamo che la morte ha le sue sementi - come proclamò allora l’immortale Rapagnetta - e nuovi micidiali ordigni cominciano oggi a germogliare, fuoriuscendo da arsenali che - come cotiledoni d’acciaio - ne custodivano temporaneamente l’irruenza.
Nel torpore del nostro quotidiano, qualcosa torna dunque a muoversi. L’aria porta con sé quell’antico profumo di zolfo che improvvidamente ritenevamo ormai consegnato alle essenze di un defunto passato. Πόλεμος e βία hanno deciso di stringersi in sposalizio nel Vecchio Continente, appianandone le rughe.
L’Europa torna giovane, immergendosi nella densità di un caldo bagno di sangue. Bruxelles ci chiede di versarlo generosamente, a ettolitri, per voce di una stirpe di cantori eredi dei Papini, come il nostro Scurati.
Oh, quanto più nobile e sublime è colui che, con mani disinteressate, si strappa la spoletta dal cuore per lanciarlo verso una nuova palingenesi! Non è forse questa l’azione che più ci rende meritevoli dinanzi al Capitale? Quella che consacra l’uomo facendolo più degno delle stesse nature angeliche?
I donatori di sangue sono santi dissimulati, i quali, con semplice pressione digitale su un grilletto, intrecciano la trama invisibile della speranza con l’ordito del coraggio. Costoro, sfidando paura, dolore e fatica, offrono gioiosamente il dono più prezioso: la vita, come testimoniano i sorrisi dei teschi propri e altrui di cui sono cosparsi i sentieri dell’onore - e dell’odore - che striano i campi di battaglia.
In un mondo dominato dall’egoismo e dall’indifferenza, i cadaveri impilati si ergono come obelischi di altruismo, come fari per dirigere la nobiltà d’animo verso più ampi e gloriosi destini imprenditoriali.
Ogni goccia versata è un inno alla solidarietà, un grido che proclama: “Un solo popolo, una sola Europa, un solo Occidente, un solo modo di produzione!”
E così, per ogni petto infranto dal piombo purificatore, per ogni corpo dilaniato dalle bombe, si accende una scintilla di patriottica ed eterna gratitudine, perché la grandezza del dono del sangue non si misura davvero in litri, ma in corpi umani posti orizzontalmente, con la testa rotolante in direzione del nemico.
Essere donatori significa diventare paladini della vita stessa attraverso la morte, custodi di un'opera divina che ci affratella tutti sotto un unico cielo trapuntato di dodici stelle. Dalla francese Thales, alla tedesca Rheinmetall, dalla svedese Saab AB all'italiana Leonardo, la donazione di sangue diventa impresa multinazionale di salvezza e cooperazione che travalica le frontiere.
Donatori! Voi che con fede ardente ad altissima temperatura ideale sfidate audacemente la morte; voi che diffondete a piene mani la linfa del ciclo sempre rinnovato dell’accumulazione capitalistica! Voi scolpite nel marmo dell'epoca un’epopea di altruismo e di nobiltà. Il vostro atto è la denuncia di tutto ciò che è basso e meschino; è un gesto che vi eleva allo zenith di un terrore-amore senza fine. In ogni vostra stilla versata s’intravede una promessa d’immortalità, si percepisce l’eco di una grandezza improntata al sacrificio e alla solidarietà, s’intuisce l’indomita rincorsa all'appropriazione privatistica della ricchezza socialmente prodotta.
Nel fragore metallico di un mondo che esplode, la vostra azione si fa spirito, diviene pulsazione di vita eterna al ritmo sordo dei colpi di mitragliatrice. Donare sangue è accendere una scintilla di speranza nella notte della crisi di valorizzazione del Capitale.
Ce lo chiede l'Europa! Viva il Capitalismo! Viva i donatori di sangue!
giovedì 11 giugno 2026
sabato 6 giugno 2026
lunedì 1 giugno 2026
giovedì 28 maggio 2026
Tensione







































