Dopo il discorso del suo ministro della Difesa, Boris Pistorius, la Germania si colloca in pole position per quanto riguarda l'incremento di potenza dell'esercito, candidandosi anche a diventare il nuovo propulsore dell’Alleanza nordatlantica.
Del resto già Olaf Scholz, nel 2022, parlò per la prima volta di Zeitenwende (svolta epocale), per indicare un’autentica inversione a U rispetto alle precedenti tappe storiche della Repubblica federale. Relativamente allo sviluppo degli armamenti, l’attuale cancelliere, Friedrich Merz, intende ora portare la Bundeswehr in corsia di testa entro il 2039.
I tedeschi si apprestano quindi a convertire le Mercedes in Panzer, al fine di instradarli - una volta raggiunta la posizione di vertice nella NATO - verso oriente, a contenimento della Russia, sulla pista del proprio rinnovato Sonderweg (percorso speciale). Una gara che vorrebbero condurre quanto più possibile autonomamente (Alleinrennen) e col pilota automatico rispetto ai restanti ventisei Paesi dell'Unione.
La corsa al riarmo ha insomma messo il turbo alla politica di difesa europea, e il governo tedesco non esita a premere sull’acceleratore. Infatti, pur essendo finora rimasta in prima, L'Europa - a causa di un probabile disimpegno degli USA dal Vecchio Continente - si ritrova oggi a dover necessariamente cambiare marcia.
Tuttavia, nonostante i rombanti proclami, la politica tedesca si direbbe attualmente in folle, con una macchina industriale in piena avaria. Inoltre, nel prossimo futuro si delinea la temuta possibilità di una brusca sterzata della linea politica. Non si possono infatti escludere retromarce in caso di cambio del conducente dopo le elezioni in Sassonia-Anhalt del 6 settembre 2026 - data del prossimo e angoscioso tagliando politico -, anche perché a fare il pieno di consenso sarà probabilmente AfD, che già da tempo ha cominciato a scaldare i motori e a gettare benzina sul fuoco.
E comunque, chi è davvero oggi al volante? La politica, con i suoi partiti, o il capitale che fa capo a Rheinmetall, Diehl, Hensoldt? Merz, il cancelliere più impopolare della storia repubblicana tedesca post-bellica, rischia seriamente di ritrovarsi a breve a viaggiare sui sedili posteriori. Il suo governo dà l’idea di perdere colpi, e potrebbe finire presto rottamato. La sua coalizione riuscirà a tenere la strada nonostante la scarsa aderenza nel Paese? Senza contare che la Germania sembra essere in forte sbandamento pure in politica estera, disabituatasi ormai da ottant’anni a competere sul pericoloso circuito geopolitico.
Nonostante tali contraddizioni, Parigi è comunque preoccupata da una possibile prima fila tutta germanica. La Francia, a sua volta in difficoltà, teme di perdere la guida dei programmi di sviluppo degli armamenti avanzati, e certamente non desidera una NATO a conduzione tedesca. Berlino sta aumentando poderosamente la cilindrata, e nei prossimi anni il sorpasso sull'Eliseo sembra inevitabile. Riusciranno i francesi a restare in scia rimettendosi in carreggiata? Ci attende una difesa Europea a spinta franco-tedesca - a due ruote motrici -, oppure solo ed esclusivamente a trazione teutonica? Qualcuno direbbe: Das Beste oder nichts.







