Non a-teo, perché non mi sento privato di nulla. Non ateo, perché ateismo implica sempre un riferimento al trascendente, anche se al negativo. Non ateo, perché si tratta di uscire dalla logica binaria soggiacente alla domanda “credi?” (o sì o no). L’unico atto decisivo, per usare le parole di Artaud, consiste nel farla finita una volta per tutte con la questione di Dio.
IL BLOG
IL MOVIMENTO REALE AL FOTOFINISH CON LO STATO DI COSE LATENTE.
venerdì 30 settembre 2011
martedì 27 settembre 2011
lunedì 26 settembre 2011
domenica 25 settembre 2011
IDOLA, FuORI! 11 - Apologia della crisi
La crisi – non quella triste, finanziaria o di governo – è fisiologia, occasione per produzione di essere. Kairós. Non malattia dalla quale riprendersi o fuggire in cerca di conforto, ché anche se lo fosse non sarebbe tanto qualcosa da cui guarire, quanto qualcosa su cui investire.
Nietzsche, Rabelais, Cervantes, Gombrowicz sono più saggi di Freud. Abbiamo bisogno di un esordio, non di un’eziologia, men che meno di una causa prima. Cerchiamo una techne, non una morale, non una giustificazione. Ci deve bastare come punto di partenza. Qui s’inaugura il processo di costruzione di un piano politico e di vita: Il grande evento comincia al di là di tutto ciò che esiste, dunque in un luogo sconosciuto e con un uomo sconosciuto (Althusser, Machiavelli e noi). È come Don Chisciotte; a Cervantes non interessa la genealogia della sua pazzia, l’esordio è l’hidalgo cui si è seccato il cervello per via del gran leggere.
Sì, un punto di partenza. Invano lo si cercherebbe all’inizio. Non cominciamo da una ragione cartesiana che sia prima e assoluta, perché si parte sempre nel bel mezzo di una pratica. Lo sa bene Spinoza (il più saggio di tutti): In verità il problema si pone qui negli stessi termini che per gli strumenti materiali, a proposito dei quali si potrebbe argomentare allo stesso modo. Infatti per forgiare il ferro occorre un martello, e per avere un martello è necessario farlo; e per farlo occorre un altro martello ed altri strumenti, per avere questi occorreranno altri strumenti e così all’infinito; in questo modo invano si cercherebbe di provare che gli uomini non hanno alcuna possibilità di forgiare il ferro. Ma come gli uomini all’inizio potevano fare con gli strumenti naturali cose facilissime, sebbene faticosamente e imperfettamente, e fatte queste ne eseguirono altre più difficili con minore fatica e maggiore perfezione, e così gradatamente procedendo dai lavori più semplici agli strumenti e dagli strumenti ad altri lavori e ad altri strumenti, arrivarono al punto da eseguire tanti e tanto difficili lavori con poca fatica – così anche l’intelletto con la sua forza innata si fa degli strumenti intellettuali con i quali si acquista altre forze per altre opere intellettuali e da queste opere si forma altri strumenti, ossia il potere d’indagare ulteriormente; e così avanza gradatamente fino ad attingere il culmine della sapienza (TEI § 30-31).
Essere attivi senza vita interiore, senza identità, senza sapere bene che cosa si vuole ottenere, ma con il presentimento che inaugurando una prassi si riuscirà prima o poi a trovare qualcosa che faccia al caso nostro. Un errare produttivo in cerca di occasioni, di avventure durante le quali ci costruiremo un’arma.
venerdì 23 settembre 2011
IDOLA, FuORI! 10 - Considerazioni impopolari
Venire al mondo, o nascere, o vivere, significa non aver avuto la fortuna di essere stati abortiti in tempo. Dopodiché, l’unica cosa che ci resta da fare è abortire a nostra volta di tutto: famiglia, scuola, Stato, salario, religione, paura, speranza etc. Un faticoso, ma entusiasmante disapprendistato.
mercoledì 21 settembre 2011
mercoledì 14 settembre 2011
lunedì 12 settembre 2011
domenica 11 settembre 2011
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